Come cambiano i tiggì in tempi di campagna elettorale permanente? Per spiegare il mutamento, Antonio Di Bella, direttore del telegiornale della terza rete, parte da una data: 1975. E’, infatti, l’anno che fa da spartiacque segnando il “passaggio di proprietà” della RAI dal Governo al Parlamento. Il TG1 ha una connotazione filogovernativa, il TG2 è a vocazione socialista mentre il TG3 è decisamente pro P.C.I.. Di Bella spiega come negli anni ‘60 il giornalista televisivo riportava pedissequamente il contenuto degli atti del Governo mentre le dichiarazioni dei politici erano inesistenti. Poi via, via una curva crescente di presenza dei politici che rendono, oggi, il direttore di un telegiornale bersaglio di Commissione di Vigilanza della Rai e dei partiti. Il povero direttore è, in ogni edizione, alle prese con il “bilanciamento delle voci”. E uno dei principali problemi, secondo di Bella, è che oggi le voci del “Palazzo” usano sempre di più i tg per parlarsi tra loro piuttosto che pensare alla “cosa pubblica”. Negli ultimi anni si sta assistendo a uno spostamento dell’informazione politica dai telegiornali all’infotainment, si ritiene che il messaggio più leggero, più meta-politico possa essere di maggiore effetto. (Vincenzo Bianco)
Antonio Di Bella racconta il suo TG3
Giugno 30, 2008 · Lascia un Commento
Categorie: comunicazione

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